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GERMAN-SOVIET CO-OPERATION IN SCIENCE: THE CASE OF THE LABORATORY FOR RACIAL RESARCH, 1931-1938

In: Nuncius
Author:
PAUL WEINDLING University of Oxford

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<title> RIASSUNTO </title>Anche se contatti fra sostenitori tedeschi e sovietici della eugenetica durante gli anni venti sono stati documentati, è stato dato per scontato che questi contatti si siano interrotti entro il 1930. Questo articolo esamina l'attività di un laboratorio tedesco-sovietico per la ricerca razziale che è finora sfuggito all'attenzione degli storici. Il laboratorio fu fondato da scienziati tedeschi quando la Germania stava tentando di stabilire contatti commerciali ed economici con l'Unione Sovietica. La ricerca riguardava soprattutto la patologia comparativa e l'anatomia del cervello. Il laboratorio ricevette il sostegno di scienziati attivi a Mosca, in Caucasia e nella Transcaucasia. Ragioni diplomatiche spiegano la sopravvivenza dell'Istituto.

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