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In: Nuncius

Abstract

<title> RIASSUNTO </title>Si presentano ventisei strumenti scientifici italiani della meta del Cinquecento. Gli strumenti mostrano somiglianze nelle scritte e nello stile. Quattro di essi presentano la firma dell'artigiano, Giovan Battista Giusti. Legati a questi sono un gruppo di strumenti da rilievo e un gruppo di nove astrolabi, non firmati ma talvolta datati. Due astrolabi indicano il nome di Egnazio Danti, cosmografo del granduca Cosimo I di Toscana. Uno degli astrolabi e il famoso strumento fiorentino comunemente ma erroneamente denominato astrolabio «Galileo». Tutti questi strumenti sono ascrivibili all'opera del laboratorio di Giusti, operativo per circa vent'anni dal 1556.

In: Nuncius

Abstract

<title> RIASSUNTO </title>È stato recentemente identificato un gruppo di 11 astrolabi tedeschi cinquecenteschi. Gli strumenti sono stati esaminati uno per uno, con particolare attenzione alle incisioni e alle caratteristiche costruttive, giungendo alla conclusione che essi provengono da una, forse due botteghe. Dove queste si trovassero non è ancora chiaro, ma certamente l'astrolabio più antico, datato 1457, proviene da Vienna.Uno degli astrolabi è particolarmente importante: presentato a Roma nel 1462, è dedicato al cardinale Basilio Bessarione (1404-1472), patriarca latino di Costantinopoli dal 1463, illustre studioso greco e promotore della ripresa degli studi umanistici nel XV secolo.L'astrolabio fu presentato dal grande astronomo Johannes Regiomontanus (1436-1476), protetto da Bessarione per il quale scrisse dedicandogliela una Epitome (1462) dell'Almagesto di Tolomeo.

In: Nuncius