Search Results

Restricted Access

Sven Dupré

Sven Dupré: The value of glass and the translation of artisanal knowledge in early modern Antwerp

Restricted Access

SVEN DUPRE

Abstract

title RIASSUNTO /title Questo articolo tratta di un particolare tipo di strumenti ottici, gli orologi a rifrazione costruiti nel secolo XVI, collocandoli nel contesto delle conoscenze ottiche contemporanee. Verranno affrontate in primo luogo le propriet delle meridiane a rifrazione e la loro introduzione nel XVI secolo a opera del costruttore di strumenti tedesco Georg Hartmann. Si mostrer poi il modo in cui questi orologi a rifrazione venivano costruiti nel '500. Attraverso l'analisi delle note di Ettore Ausonio, il presente saggio sostiene che la procedura utilizzata dai disegnatori di strumenti del XVI secolo per la realizzazione di orologi a rifrazione si fondava sulle conoscenze della rifrazione contemporanee.

Restricted Access

SVEN DUPRE

Abstract

title RIASSUNTO /title L'articolo, nel quale vengono presi in esame gli studi di ottica di Galileo precedenti all'utilizzazione del cannocchiale, cercher di dimostrare come l'anacronistica distinzione tra arte e scienza abbia oscurato il reale significato dell'ottica galileiana. L'attenzione concentrata in maniera particolare su di un documento poco conosciuto contenuto nel MS Gal. 83, Theorica speculi concavi sphaerici, che sempre risultato di difficile intepretazione, perch le sue relazioni con le reali tradizioni di ricerca in cui si mossa l'opera galileiana non sono mai state ben comprese.

Restricted Access

Sven Dupré

Abstract

In his Paralipomena (1604) Johannes Kepler reported an experimentum that he had seen in the Dresden Kunstkammer. In one of the rooms there, which had been turned in its entirety into a camera obscura, he had witnessed the images formed by a lens. I discuss the role of this experiment in the development and foundation of his new theory of optical imagery, which made a distinction between two concepts of image, pictura and imago. My focus is on how Kepler used his report of the experiment inside the camera obscura to criticize the account of image formation given in Giovanbattista Della Porta's Magia naturalis (1589). I argue that this experiment allowed Kepler to sort out the confusion between images 'in the air'—referring to the geometrical locus of images in the perspectivist tradition of optics—and the experimentally produced 'projected images', which were empirically familiar but conceptually alien to perspectivist optics.